Il Rinascimento dei Borgia

cropped-borgia-header-021.jpg La storia, a tratti oscura, dei Borgia e il periodo rinascimentale sono temi che mi affascinano da sempre.
Una dinastia controversa, su cui si sono versati fiumi d’inchiostro, al centro degli intrighi politici in un’epoca opulenta, attraversata da inarrestabili correnti di rinnovamento che avrebbero mutato la stessa concezione del mondo.
Le vicende di singoli individui legate a filo doppio, anzi, amalgamate con la Storia fino a divenire quasi inscindibili.

Il Rinascimento fu un’epoca straordinaria, la cui essenza, ancora oggi, si svela di fronte a noi da inediti punti di vista e non smette di meravigliarci.
Neppure sui Borgia, però, si è detto tutto. Per esempio chi fu davvero Lucrezia Borgia? Un’avvelenatrice priva di sentimenti, una donna manovrata dagli uomini della sua famiglia, oppure una giovane che imparò a caro prezzo quale fosse il ruolo della discendente di una delle famiglie più in vista, riuscendo a imporsi, forgiando il carattere anche sulla sofferenza?

In questo blog il punto di partenza per cominciare a raccontare il Rinascimento sono Rodrigo, Cesare e Lucrezia Borgia ma, di fatto, non saranno gli unici protagonisti; un posto di rilievo spetta a tutti gli uomini e le donne, altrettanto importanti e carismatici, che lasciarono un segno in quel tempo di cambiamento, gettando le basi per consentire all’epoca moderna di nascere e muovere i suoi primi passi.
Da Leonardo Da Vinci a Girolamo Savonarola, dal Beato Angelico a Michelangelo, da Veronica Franco, Elisabetta I d’Inghilterra, Niccolò Machiavelli, Giordano Bruno, Cristoforo Colombo, Sandro Botticelli, a Lorenzo il Magnifico, Erasmo da Rotterdam, Paracelso, Solimano I.
Questi uomini rappresentarono delle idee, correnti di pensiero, concezioni della vita molto diverse tra loro.

In questi casi bisogna fare attenzione a non ridurre tali figure a “santini perfetti”, a non renderli irraggiungibili, “senza macchia e senza paura”. Allo stesso modo non dobbiamo mitizzare un passato che non c’è più, immaginandolo come un’epoca d’oro ormai persa nei secoli.
Tanto i personaggi suddetti quanto i loro pensieri e i loro scritti dovrebbero essere, invece, una fonte continua di ispirazione per conoscere ciò che è stato e, perché no, migliorare un po’ le nostre vite.
Noi, uomini moderni imperfetti come i nostri predecessori rinascimentali (be’, forse anche un po’ di più) possiamo imparare tanto dalle loro virtù quanto dai loro vizi, sia dai loro successi, che dai loro fallimenti.

Non diventeremo i nuovi Leonardo (impresa impossibile, inutile, arrogante, assurda) ma potremo capire come valorizzare noi stessi nella nostra unicità, apprendere dagli errori già commessi da altri, scoprire nuovi modi di riflettere e agire.
Credo ci sia bisogno, in un’epoca confusa e rumorosa come la nostra, di trovare dei momenti di quiete per riavvicinarci al passato da cui discendiamo, poiché la conoscenza ci rende liberi ed è una sorgente, per fortuna, inesauribile.
Il periodo trattato nel blog è quello che va dalla seconda metà del XIV secolo fino al XVI secolo.

L’Italia è il fulcro del Rinascimento, ma vedremo anche ciò che accadde al di fuori della Penisola, in un mondo che era, in parte, ancora da scoprire.
L’Umanesimo e il Rinascimento non possono essere pensati come due epoche divise, che nulla hanno a che fare l’una con l’altra.
In realtà sono una figlia dell’altra, si compenetrano e, per questo motivo, le date, pur fondamentali, non vanno mai prese come assoluti e immutabili spartiacque, o come una sorta di “forbice” che “taglia il tempo” senza pietà.
La Storia è un po’ più “armonica” di così, se mi è permesso il termine.

La datazione è una convenzione che mette ordine in un periodo storico che non è affatto definibile come “monolitico”, al contrario, pieno di scoperte, studi, progressi, regressi (purtroppo), contraddizioni, sfide tra grandi menti, intrighi politici (e talvolta mortali).
Tutto ciò ha dato forma al Rinascimento, ovvero al cambiamento, alla sperimentazione, alla ricerca con pregi e difetti, lati esposti alla piena luce della sapienza e lati oscuri.
Secondo la datazione comunemente accettata il Rinascimento si suddivide in tre periodi: 1350-1450 (Primo Rinascimento); 1450-1545 (Pieno Rinascimento); 1545-1600 (Tardo Rinascimento).

La scienza, l’arte, la società e la religione, ovviamente, hanno seguito dei percorsi spesso non coincidenti tra loro e con la suddetta ripartizione (per esempio, il momento di massimo fulgore per la scienza fu il Tardo Rinascimento).
Le datazioni, insomma, ci aiutano a ricordare, a collocare cronologicamente eventi e individui soprattutto in un momento storico di grande fermento intellettuale e sociale come il Rinascimento.

In questo contesto, infine, l’uomo ripensò se stesso, iniziò davvero a confrontarsi con gli altri, a esporre idee nuove, a dare importanza alla dignità di ogni individuo e al dialogo, alla dialettica.
Reinterpretò l’epoca classica e, nello stesso tempo, creò qualcosa di nuovo.
Il Rinascimento è un concetto, oltre che un periodo storico, di grande attualità.
Nonostante la tecnologia, il benessere e la libertà conquistata con enormi sacrifici, infatti, anche l’uomo moderno deve ripensare se stesso, persino criticarsi per reinventarsi.

Oggi più che mai c’è bisogno di ragione e creatività uniti al buon senso. Possiamo rinascere ogni giorno, ogni momento, a ogni decisione, ogni volta che impariamo qualcosa di nuovo.

Francesca Rossi

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